Socrate si difende dall'accusa di insegnare per guadagno (II)
Επει και αλλος ανηρ εστι Παριος ενθαδε σοφος ον εγω ησθομην επιδημουνται ετυχον γαρ προσελθων ανδρι ος τετελεκε χρηματα σοφισταις πλειω η συμπαντες οι αλλοι, Καλλια τω Ιππονικου· τουτον ουν ανηρομην - εστον γαρ αυτω δυο υει - «Ω Καλλια», ην δ' εγω, «ει μεν σου τω υει πωλω η μοσχω εγενεσθην, ειχομεν αν αυτοιν επιστατην λαβειν και μισθωσασθαι ος εμελλεν αυτω καλω τε καγαθω ποιησειν την προσηκουσαν αρετην, ην δ' αν ουτος η των ιππικων τις η των γεωργικων· νυν δ' επειδη ανθρωπω εστον, τινα αυτοιν εν νω εχεις επιστατην λαβειν; Τις της τοιαυτης αρετης, της ανθρωπινης τε και πολιτικης, επιστημων εστιν; Οιμαι γαρ σε εσκεφθαι δια την των υεων κτησιν. «Εστιν τισ», εφην εγω, «η ου;» «Πανυ γε», η δ' ος. «Τισ», ην δ' εγω, «και ποδαπος, και ποσου διδασκει;» «Ευηνοσ», εφη, «ω Σωκρατες, Παριος, πεντε μνων». Και εγω τον Ευηνον εμακαρισα ει ως αληθως εχοι ταυτην την τεχνην και ουτως εμμελως διδασκοι. Εγω γουν και αυτος εκαλλυνομην τε και ηβρυνομην αν ει ηπισταμην ταυτα· αλλ' ου γαρ επισταμαι, ω ανδρες Αθηναιοι.
Adesso un altro uomo sapiente di paro è qui, che ho sentito dire si è stabilito qui: infatti mi avvicinai per caso ad un uomo, Callia figlio di Ipponico, che aveva pagato ai sofisti più denaro che agli altri tutti insieme; allora chiesi a costui - poiché ha due figli - e gli dissi: «se, o Callia, i due tuoi figli fossero puledri o vitellini noi dovremmo prendere un istruttore che rendesse loro belli e buoni nella virtù conveniente; questi poi sarebbe qualcuno o degli esperti nel cavalcare o degli esperti nell’agricoltura; ma ora dal momento che sono due uomini, quale istruttore hai intenzione di prendere per loro due? Chi è esperto di tale virtù, quella umana e quella civile? Infatti io credo che tu abbia pensato a questo per i tuoi figli. C’è qualcuno - dissi io - o no?» «Certamente» disse lui. «Chi?» gli chiesi «e da quale paese e a che prezzo insegna?» Rispose egli «E’ Eveno, o Socrate, da Paro, per cinque mine». Ed io considerai beato Eveno se davvero possiede questa arte e insegna così a buon mercato. Anche io mi pavoneggerei e mi inorgoglirei se sapessi queste cose: ma io, signori ateniesi, davvero non le domino quelle cose.
Adesso un altro uomo sapiente di paro è qui, che ho sentito dire si è stabilito qui: infatti mi avvicinai per caso ad un uomo, Callia figlio di Ipponico, che aveva pagato ai sofisti più denaro che agli altri tutti insieme; allora chiesi a costui - poiché ha due figli - e gli dissi: «se, o Callia, i due tuoi figli fossero puledri o vitellini noi dovremmo prendere un istruttore che rendesse loro belli e buoni nella virtù conveniente; questi poi sarebbe qualcuno o degli esperti nel cavalcare o degli esperti nell’agricoltura; ma ora dal momento che sono due uomini, quale istruttore hai intenzione di prendere per loro due? Chi è esperto di tale virtù, quella umana e quella civile? Infatti io credo che tu abbia pensato a questo per i tuoi figli. C’è qualcuno - dissi io - o no?» «Certamente» disse lui. «Chi?» gli chiesi «e da quale paese e a che prezzo insegna?» Rispose egli «E’ Eveno, o Socrate, da Paro, per cinque mine». Ed io considerai beato Eveno se davvero possiede questa arte e insegna così a buon mercato. Anche io mi pavoneggerei e mi inorgoglirei se sapessi queste cose: ma io, signori ateniesi, davvero non le domino quelle cose.